La Tempesta
In scena al Teatro della Corte La tempesta, una delle ultime opere del drammaturgo per antonomasia, William Shakespeare.
Regia di: Andrea De Rosa. Con: Umberto Orsini, Flavio Bonacci, Rino Cassano, Gino De Luca, Francesco Faletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano.
Dalla regia di Andrea De Rosa e dalla produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro e Teatro Eliseo prende vita la messa in scena della commedia shakespeariana che affronta il tema della vendetta. Una vendetta bramata per ben dodici lunghi anni da parte di Prospero (Umberto Orsini), duca di Milano spodestato dal fratello Antonio (Flavio Bonacci) e naufragato su un’isola magica con sua figlia Miranda (Federica Sandrini).
Dotato di poteri soprannaturali e aiutato dallo spiritello Ariel (Rino Cassano), Prospero scatena la sua ira, alimentata dal lento scorrere degli anni, scatenando una portentosa tempesta durante un viaggio di ritorno dall’Africa di Antonio, il suo complice Alonzo (Francesco Silvestri) re di Napoli e il figlio di quest’ultimo, Ferdinando (Gino de Luca). Conseguenza della tempesta è il naufragio sull’isola magica, dove i cospiratori si trovano paradossalmente nei panni della loro vittima. Antonio, Alonso, suo fratello Sebastiano (Francesco Faletti) e il consigliere Gonzalo (Enzo Salomone) si salvano e, sotto l’incantesimo di Ariel vengono separati da Ferdinando, il quale si ritrova completamente solo e certo che i compagni siano periti nella tragedia.
L’incontro tra Ferdinando, che vaga per l’isola in cerca dei compagni, e Miranda, la bella figlia di Prospero, cambierà inaspettatamente i piani di quest’ultimo.
Che dalla penna di Shakespeare siano nate grandi opere non è certo una novità. La difficoltà nell’affrontare una commedia tanto celebre quanto amata risulta sempre un gioco d’azzardo, là dove la regia deve avere la capacità di riuscire a tradurre l’opera rinascimentale e contestualizzarla in ambito moderno. De Rosa riesce nell’impresa dando poco spazio all’approfondimento dei sentimenti (veri protagonisti di Shakespeare) e concentrandosi sull’intreccio particolarmente complesso della narrazione.
Roberta Saettone
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Ultimo aggiornamento (Domenica 31 Gennaio 2010 21:12)