"Emozioni Olimpiche"...come ci siamo lasciati
Giorgio Di Centa premiato nello stadio durante la cerimonia di chiusura di Torino 2006
L'Inno di Mameli suonato due volte. Proprio cosi ci eravamo congedati. Nelle cerimonie di chiusura delle olimpiadi infatti si suonano soltanto tre inni. Quello della nazione ospitante i giochi, quello di colei che li ospiterà dopo quattro anni e infine quello dell'ultima medaglia assegnata che viene tradizionalmente consegnata nello stadio.
E quel giorno di fine febbraio del 2006 l'inno italiano è risuonato per due volte all'interno dell' Olimpico di Torino perchè l'ultima medaglia d'oro, quella della 50 km tecnica libera di Sci Nordico, l'ha vinta Giorgio Di Centa.
Una storia incredibile quella del carabiniere di Paluzza, sempre troppo spesso conosciuto come il fratello di Manuela (cinque medaglie olimpiche a Lillehammer 1994).
Giorgio nella sua carriera non ha mai vinto una gara di Coppa del Mondo ma sa che dopo aver vinto l'oro nella staffetta 4x10 km insieme a Fulvio Valbusa, Pietro Piller Cottrer e Christian Zorzi, ha l'occasione di poter cancellare l'appellativo di "fratello di..." dalla sua persona.
Quella volata che dopo 50 massacranti km di fatica gli consegna la medaglia del metallo più prezioso è un capolavoro memorabile di tattica, tecnica e astuzia.
Ma l'emozione più grande per Giorgio è certamente quella di ricevere l'alloro nello stadio olimpico dalla sorella Manuela. Una sorta di passaggio di testimone in famiglia che rimarrà per sempre nella storia delle Olimpiadi Invernali.
Ora per Giorgio è tempo di riconferme a Vancouver dove sarà alfiere della Nazionale Italiana nella sfilata di apertura delle Olimpiadi. Un giusto tributo ad un campione che ha fatto molta fatica ad emergere, ma con tenacia, impegno e costanza ha raggiunto grandi traguardi.
Stefano Risso
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