Esuli
Con Antonio Zavatteri, Lisa Galantini, Aldo Ottobrino, Barbara Moselli, Federica Granata, Giacomo Costella. Regia di Marco Sciaccaluga.
Le mille sfaccettature dell’Amore sono le protagoniste dell’unico testo teatrale di James Joyce, pubblicato nel 1918. Richard Rowan (Antonio Zavatteri), scrittore di successo, torna in Irlanda dopo nove anni di assenza con la moglie Bertha (Lisa Galantini) e il figlio Archie (Giacomo Costella). Ritrova così i suoi amici d’infanzia Robert (Aldo Ottobrino), giornalista, e Beatrice (Barbara Moselli) , insegnante di musica, e con loro ritrova anche le gelosie e le passioni lasciate alla partenza.
Richard prova attrazione per Beatrice, fredda donna di profonda fede protestante che sembra avere imbrigliato le proprie pulsioni e provare solo ammirazione intellettuale per lui. D’altra parte Robert è da sempre innamorato di Bertha, giovane e semplice ragazza di estrazione sociale modesta, che ha lasciato tutto per partire con Richard e coronare il loro sogno d’amore, da cui è nato Archie.
In nome della più completa libertà individuale, Richard e Bertha permettono l’uno all’altra di vivere fino in fondo l’avventura extraconiugale, lasciandosi sconvolgere dalla gelosia, dal desiderio e dalla morsa del dubbio del tradimento, ma finendo per essere sconfitti dall’Amore stesso. Il legame che unisce i due protagonisti, infatti, si rivela incontrollabile dalla razionalità.
Il complicato esperimento cerebrale che Richard ha cercato di mettere in atto per liberarsi dalla schiavitù d’Amore si arrende di fronte alla forza del sentimento. Ragione e pulsioni sono uniti nella complessità dell’essere, non sono l’una l’opposto delle altre.
Joyce scrisse l’opera ispirandosi a una vicenda personale di qualche anno prima: un presunto tradimento della moglie con un suo vecchio amico, a cui seguì una forte crisi depressiva dell’intellettuale che poi traspose nel testo teatrale per tentare di oggettivarla. La sfida con l’irrazionalità si risolve nell’accettazione della stessa, chi cerca di reprimerla e allontanarsene è solo un esule da se stesso che per riacquistare equilibrio deve ricongiungere pensiero e passione.
Come nella produzione letteraria, non manca il riferimento alla società irlandese, grigia e immobile agli occhi di Joyce. Il triangolo amoroso è lo scandalo per eccellenza della morale borghese e anche negli anni di esilio dei protagonisti si può leggere la rottura con la patria per una colpa non avvertita come tale da Richard e Bertha: il matrimonio di un appartenente all’alta società con una donna di origini modeste. Alla fine, però, c’è il ritorno alle proprie radici, pesanti ma fondanti per l’identità.
Una commedia che indaga sull’Amore e non cerca di arrivare a una rivelazione, ma fa del mistero stesso il motore della vicenda.
Agnese Campodonico
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