Lezione in piazza sulla migrazione
In occasione dello sciopero dei migranti del 1 marzo, lezione in piazza dal titolo "Il Razzismo Istituzionale in Italia"
Lunedì 1° marzo, alla commenda di Prè, fulcro della realtà multiculturale del capoluogo Ligure, la lezione intitolata “Il Razzismo Istituzionale in Italia” si è rivolta a un pubblico numeroso di italiani e migranti che si preparava alla manifestazione per la 1° giornata di sciopero europeo dei migranti.
«Siamo qui per una lezione in piazza, perché la scienza e l’università hanno a che vedere con la vita quotidiana di tutti noi» Luca Queirolo Palmas, ricercatore e docente di Sociologia delle Migrazioni a Scienze della Formazione, ha letto in apertura la lettera dei lavoratori africani di Rosarno dove vengono denunciate le condizioni disumane in cui versavano i lavoratori irregolari.
L’iniziativa ha riproposto la forma di protesta già realizzatasi all’entrata in vigore delle riforme su scuola e università dell’autunno 2008 e ha fatto seguito all’adesione dei docenti universitari che hanno firmato la lettera del 19 febbraio contro il razzismo, tra i quali Luca Queirolo Palmas e Federico Rahola dell'Università di Genova.
La professoressa Emanuela Abbatecola, docente di Sociologia del Lavoro, ha criticato il “pacchetto sicurezza” e ha sottolineato il legame tra la condizione di clandestinità e il favoreggiamento di azioni illegali: «Se una persona non può fare riferimento alle vie legali per vivere, lavorare, avere una casa, le reti dell’illegalità crescono e si alimentano dei suoi bisogni e sfruttano la sua condizione di invisibilità. Questa è una situazione che non genera sicurezza, ma ne toglie». L’analisi della professoressa è proseguita col confronto tra gli investimenti per l’integrazione in Italia che ammontano a 5 milioni di euro, e quelli della Spagna, 300 milioni, e della Germania, 750 milioni, e ha individuato uno iato tra le esigenze economiche che richiedono il lavoro degli immigrati e la società che li respinge. Abbatecola ha inoltre aggiunto: «Il pacchetto sicurezza è l’esito di una campagna xenofoba in cui i media hanno una responsabilità grandissima divulgando un’informazione che non tiene conto della presunzione di innocenza e sottolineando fortemente la nazionalità di chi commette reato».
La professoressa Isabel Fanlo Cortes, che insegna presso la facoltà di Giurisprudenza Sociologia del Diritto, ha proposto una descrizione particolareggiata delle relazioni tra le norme del “pacchetto sicurezza” e le condizioni civili dei migranti penalizzati rispetto agli italiani su versanti quali il diritto alla salute, alla paternità o all’istruzione.
La lezione, intervallata da interventi di immigrati presenti e portavoci di esperienze individuali o collettive, si è conclusa con il ritorno della parola al prof. Queirolo Palmas: «Disobbediremo alle leggi che dicono di tenere una linea bicolore».
Chiara Cifatte
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