Tutti gli organi a disposizione degli studenti per essere parte attiva nell’università

Forse non tutti sanno che gli studenti hanno dei propri rappresentanti per comunicare con professori e altri organi dell’università. Il Consiglio del Corso di studi (CCS), primo riferimento per parlare di problemi pratici sulla didattica e sull’organizzazione dei corsi. Seguono il Consiglio di Facoltà, per problemi più generali, e la Commissione paritetica d’ateneo (CPA) che ha un rappresentante per ognuna delle 11 facoltà, che offre consulenze su tematiche relative a didattica e diritto allo studio. Alla Paritetica si affiancano il Senato accademico, l'organo per le decisioni su politica, attività generali e regolamenti, e il Consiglio d’amministrazione, che si occupa di bilanci, finanze e amministrazione. Abbiamo intervistato Francesco Perrozzi, rappresentante nel CCS in Scienza dei materiali e membro della CPA per la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, e Francesco Bertazzo, membro della CPA per la facoltà di Lettere e Filosofia, per capire il loro ruolo.

Intervista a Francesco Perrozzi in CCS e CPA

Che ruolo hai?

«Faccio da tramite fra studenti e professori. Gli studenti del mio corso possono rivolgersi soprattutto a me e agli altri rappresentanti, oltre che al tutor e ai professori del CCS  (si fa spesso riferimento al presidente di Commissione). Durante le assemblee di CCS e CPA si parla di come organizzare meglio il corso di studi per gli anni a venire, di problemi legati a singoli o a gruppi di studenti e si cerca  di vedere come cambiano le cose con l'avvento di nuove leggi, decreti e altri provvedimenti. Mi occupo inoltre della valutazione della didattica e di questioni legate ai fondi universitari».

Come comunichi con gli studenti?

«Le comunicazioni avvengono spesso a voce perché siamo pochi ed è piuttosto facile tenersi in contatto con tutti. Io infatti preferisco raccontare in via diretta ai miei compagni le decisioni e gli argomenti dei CCS e CPA. Comunque siamo in contatto anche via e-mail e telefonico».

Intervista a Francesco Bertazzo in CPA

Di che cosa si è occupata la Commissione paritetica d’ateneo negli ultimi mesi?

«Il tema principale affrontato con successo è stato quello dei contributi per le attività studentesche. Il potere della Commissione, però, è solo consultivo: non può dare pareri vincolanti. Infatti alle varie osservazioni mandate agli organi di governo lo scorso anno non ha nemmeno ricevuto risposta. Altri problemi affrontati sono stati quelli per gli obblighi formativi aggiuntivi OFA introdotti dal DM 270 per cui abbiamo rilevato una diversità fra le prove d’ingresso in ciascun corso e abbiamo proposto dei test più omogenei. La Commissione paritetica si è inoltre espressa sulla bozza di Statuto che porterà a strutturali e fondamentali cambiamenti di tutta la governance d'ateneo, fin dalle sue fondamenta».

Quali sono le vostre proposte per dare voce agli studenti?

«C’è necessità di un organo con le funzioni della attuale commissione, quindi paritetico per rappresentare tanti docenti quanti studenti per ogni facoltà/scuola, come avviene ora. Sarà però fondamentale dare dei poteri reali a questo organo rendendo i suoi pareri vincolanti, con obbligo di risposta scritta da parte degli altri organi di governo. Io ho proposto che esista anche un “consiglio degli studenti”, con funzioni di coordinamento e incontro di tutti i rappresentanti d’ateneo, che possa fare osservazioni su quanto non sia già di competenza di altri organi».

Come comunicate con gli studenti?

«Nella mia facoltà e in molte altre la comunicazione fa acqua o non esiste proprio, quindi è quasi impossibile informare gli studenti. Il problema primario è il coordinamento fra rappresentanti nei vari organi e comunque fra i rappresentanti in generale. Quando ho chiesto all’ateneo di creare una mailing-list con tutti i rappresentanti mi hanno risposto di no. Allora l'ho creata io su Google, ma ovviamente sono riuscito a reperire sì è no 30 indirizzi sui 200 rappresentanti circa delle varie facoltà. Ci sono da risolvere diversi problemi a livello politico negli organi centrali dell'ateneo e nelle singole facoltà. Comunque ho portato in paritetica la richiesta di una mailing-list con forum per coordinarsi tra rappresentanti degli studenti».

Quindi come dovrebbe funzionare la comunicazione?

«I rappresentanti in paritetica di ateneo rappresentano tutti gli altri rappresentanti che dovrebbero segnalare loro tematiche da affrontare perché gli studenti glielo hanno chiesto. Questa è la migliore e corretta organizzazione: lo studente segnala ai rappresentanti del proprio Corso di laurea che valuta se la tematica è di sua competenza o sia da sottoporre ai rappresentanti in Consiglio di facoltà, oppure alla Commissione paritetica di facoltà. Se il problema risulta essere di ateneo, allora si interpella l'organo di ateneo competente: Paritetica, Senato, Consiglio di amministrazione, ma anche Arssu, Garante d'ateneo, Commissione pari opportunità, Commissione didattica, CUS (Centro sportivo universitario). Il compito dei rappresentanti è di essere vigili su tutto e propositivi ovunque sia possibile, se poi si ricevono segnalazioni da parte degli studenti meglio. Sarebbe anche buona norma di tanto in tanto aggiornare tutti gli studenti con un forum e una assemblea di facoltà».

I rappresentanti sono attivi per promuovere la comunicazione?

«Purtroppo non tutti. Molti rappresentanti si fanno eleggere per far "vincere" posti al tal partito o movimento religioso e poi spariscono, latitano o addirittura si candidano senza nemmeno sapere per cosa e poi ovviamente svaniscono. Speriamo che questo malcostume tipico di gente irresponsabile scompaia, certo è che serve la partecipazione degli studenti; in molti purtroppo non sanno nemmeno che cosa siano i rappresentanti e cosa facciano».

Agnese Campodonico
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