Le "energie che girano" delle Ri-percussioni sociali
Laboratorio musicale autogestito nei locali del Buridda
L’incontro con il laboratorio di musica afro-cubana promotore di partecipazione sociale e métissage
Ri-percussioni Sociali è una realtà socio-musicale maturata intorno al 2003 autogestita e senza scopo di lucro. Marco Fossati, “curatore veterano” del laboratorio, musicista, già assistente sociale ed educatore, racconta: «Ho trascorso tanti anni a Cuba, ho imparato ad insegnare e condividere. La musica percussiva è poliritmia, ognuno dà un segmento, è ricca di umanità e civiltà. La musica afro-cubana non la insegni in un’ora a settimana: mi è venuto spontaneo ricreare un certo clima qui, sviluppare un senso di gruppo per coltivare questo genere in un nuovo contesto». Ri-percussioni sociali cresce in un luogo occupato: «Come varchi la soglia stai facendo un atto illegale» spiega Olmo Andrès Manzano Anorve, presente dagli inizi «se stai qua dentro è perché hai voglia o necessità o entrambe di fare qualcosa di più». «La nostra è un’associazione di fatto» spiega Marco «non c’è organizzazione burocratica, c’è libertà, ma anche la responsabilità di chi concretizza con le sue competenze le idee elaborate insieme».
Marco ci descrive la vita del laboratorio che poggia sull’azione partecipata dei musicisti, circa 50, tra i quali grandi talenti, come Mario Principato che si è distinto a livello nazionale. Gli strumenti sono dei ragazzi e a disposizione di tutti e vi sono 2 stanze insonorizzate. Con l’arrivo nei locali del Buridda dell’associazione Oltreilsuono sono stati incisi 4 CD. Il laboratorio vive inoltre con i ricavi dei concerti e contribuisce alla realizzazione di azioni esterne: il collettivo ha acquistato e portato in Palestina degli strumenti musicali e ha appoggiato un’associazione che lavora nelle carceri.
Olmo sottolinea la ripercussione che si tenta di realizzare: «Facciamo politica nel senso di Politeia, vivere bene insieme e partecipare». La nascita di nuove forme è elemento portante del laboratorio: «Io sono italo-messicano, suono la batteria, il cantante è marocco-italiano e gli piace cantare raggea: c’è un concetto di tempo diverso, la lingua è diversa, però sono problematiche che non fanno testo, sono sperimentazioni per definizione. La musica è il nostro elemento comune e ha una potenza primordiale, universale» spiega Olmo.
Ad Olmo domandiamo il rapporto con la musica cantautoriale genovese: «Qualche cover di De Andrè l’abbiamo in ballo, il nostro background è la percussione, ma si sta ampliando. Il genovese dà uno stimolo infinito: abbiamo parole portoghesi, arabe, francesi. L’associo alla vicinanza che non può che portare all’incontro: quando esiste il conflitto non è per ragioni culturali, ma ideologiche o socio-economiche. La cultura è la pulsione dell’uomo, è ciò che produce naturalmente: la lingua, il mangiare, la musica, il ballo».
Ri-percussioni Sociali va avanti con senso del rischio, la forza dell’unione e il ricambio generazionale: «È un circolo virtuoso, ci sono giovani, marocchini o cileni, che spingono, vogliono darsi da fare, qui trovano un luogo gratuito in cui esprimersi. Un posto così non c’è mai stato a Genova e il Comune se ne rende conto: siamo segno evidente che quando un gruppo si frequenta con la spinta della creatività si contrasta la chiusura nella propria casa in solitudine» riflette Marco «Credo di essere quello che più ne gode, senza lucro né soldi: quando vedo un ragazzo di 18 anni invasato di musica o musicisti di 40 anni marocchini che suonano i loro strumenti tradizionali, io sono contento».
Per informazioni: http://www.myspace.com/ripercussionisociali
Chiara Cifatte
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